“A beautiful mind” di Ron Howard (2001)

Interpretato da un giovane e brillante Russel Crowe, il film trae ispirazione dall’intrigante e sofferta vita di John Nash, matematico affetto da schizofrenia paranoide, insignito nel 1994 del premio Nobel per l’economia.

Tale disturbo psichico, caratterizzato da sintomi di alterazione del pensiero, del comportamento e dell’affettività implicanti un notevole disadattamento personale e sociale, è contraddistinto dalla presenza di allucinazioni e deliri, nel caso del protagonista a tematica persecutoria.

Attraverso l’artificio cinematografico, in cui le allucinazioni risultano pressoché indistinguibili da eventi reali, il regista trasmette allo spettatore le difficoltà che quotidianamente i pazienti affetti da tale forma di psicosi incontrano nel distinguere le proprie percezioni, ritenute valide ed inconfutabili, da un piano di realtà.

Il sostegno della moglie si rivelerà indispensabile per ’avvio di un percorso di consapevolezza della malattia, garante di una miglior qualità della vita. La convivenza con un disagio, per quanto grave ed invalidante, non esimerà infatti John dal conseguire importanti successi, di notevole valore per la società.

Un film avvincente, sulle infinite sfaccettature della mente umana, capace di formidabili competenze razionali ed al contempo illogica e vulnerabile.