“Lessico familiare” di Natalia Ginzburg (1963)

In questo celebre romanzo autobiografico, commistione unica di diversi generi letterari, Natalia Ginzburg ripercorre le vicende della propria famiglia, ebraica ed antifascista, cronologicamente legate all’ascesa di Mussolini ed agli eventi della seconda guerra mondiale.

All’interesse storico si affianca il valore psicologico di un’opera capace di descrive l’universo familiare con precisione chirurgica, rendendo nitide luci ed ombre della famiglia Levi, attraverso l’analisi di consuetudini e rituali che si ripetono immutabili nonostante lo scorrere del tempo e la dispersione dei suoi membri. Il padre Giuseppe, dominante, ferreo e poco incline al calore affettivo, permea le pagine del libro. La figura paterna impone nel linguaggio di chi lo circonda l’uso di neologismi e motti da lui stesso inventati, poiché, a suo avviso, nessuna parola del dizionario comune è in grado di rendere con la medesima scrupolosità i propri pensieri.

Come suggerito da titolo, l’autrice pone grande risalto al frasario familiare. Il lessico della famiglia Levi, cosi come quello di ogni famiglia, incarna infatti gerarchie, codici non scritti, miti e memorie, immuni alla corruzione del tempo. La sua preservazione è presentata quale capo saldo identitario, in un mondo in dissoluzione che vede lo sgretolarsi delle certezze. 

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