“Fame d’aria” di Daniele Mencarelli (2023)

“Sarebbe bello poter dire che un attimo, almeno uno, è risparmiato.
Un attimo d’amore, uno solo, come un brillante incastonato nell’anello.
Ma sarebbe falso. …
Poi il tesoro si è prosciugato. Sino a quello che rimane ora. Come un cratere. Vuoto.”

A cura della Dott.ssa Vanessa Zoppello

Fame d’aria è uno di quei libri che non si leggono soltanto, ma si attraversano, si sentono.

Le vie che portano ad un paese in cui il tempo si è fermato nel mezzo del Molise dove Pietro resta bloccato tra i tornanti con la sua Golf consumata dai chilometri che ha percorso.
Sta attraversando l’Italia per un viaggio che lo dovrebbe portare a Marina di Ginosa, in Puglia. Non è solo, al suo fianco, suo figlio Jacopo, che viene rappresentato come un’ombra che segue Pietro ovunque, e il racconto farà entrare in modo diretto in tutte le sfumature di ciò che lo rende tale: “autismo a basso, bassissimo funzionamento”.

Si tratta di un solo momento iniziale, in cui Pietro si trova a far fronte alle molteplici difficoltà di trovarsi in un paese con pochi servizi, in cui con l’aiuto di Oliviero, meccanico in pensione che proverà ad aggiustare l’auto, di Agata e di Gaia che ospiteranno padre e figlio nella loro pensione in quei giorni, verrà messa in luce la vera ombra che perseguita Pietro da quando la diagnosi del figlio arrivò.

Questo romanzo si pone come un pugno allo stomaco e insieme una carezza sull’anima, portandoci nella vita quotidiana di chi si prende cura in modo invisibile dei propri cari affetti da disabilità e di come questo può ricadere nel rapporto padre-figlio segnato dal dolore, dalla fatica, dall’impotenza ma anche da una speranza ostinata che sembra aver perso colore dopo tanti anni, ma che scontrandosi con la possibilità di una tragedia, riprende sfumature accese.

In queste pagine si respira la potenza di una verità che troppo spesso resta ai margini: quella delle famiglie che amano senza rete, che lottano senza risposte, che resistono con tutto ciò che hanno.

È un romanzo che non offre soluzioni, ma apre spazi. Di riflessione, di riconoscimento, di empatia e costringe a interrogarci sul significato profondo dell’amore, della responsabilità, del limite e dell’accettazione.

Un libro necessario, un’esperienza che lascia il segno. Per chi ama, per chi soffre, per chi vuole capire.