A cura del Dott. Edoardo Pesce
Un appartamento mansardato romano è lo sfondo di un primo appuntamento. Quante persone si incontrano in un momento così intimo e ricco di imbarazzo è la domanda a cui Paolo Genovese tenta di offrire una risposta con il suo ultimo film. Il titolo Follemente conserva tanto il carattere incontrollabile e incerto di un primo incontro quanto le paure che derivano da un avvicinamento che, comunque, richiede uno sforzo di spontaneità.
Lara e Piero si incontrano per la prima volta. Con loro sono presenti tutte le persone, o meglio, le parti di sé, che, in modo diverso, aiutano a dare senso agli eventi e nomi ai sentimenti. Ogni paura assume valore solo se contrapposta a quella dell’altro, e ogni certezza diventa meno controllabile, poiché si trasforma in dono all’altro e in sacrificio per il sé.
Un primo incontro non è altro che un dialogo a più voci, in cui è la relazione a dirigere e orientare le parole. Un primo incontro è l’occasione per imparare a rinunciare senza senso di colpa, con l’idea che ciò che l’altro offre sia in grado di ripagare il senso del sacrificio.