“Non serve capire, comprendere.
Serve accogliere l’umano con tutta la forza che ci è concessa.
Arrivare alla bellezza che non conosce disfacimento, nucleo primo e inviolabile.
Fronteggiare l’orrore per sfondarlo.
(…)
Non ci si arriva senza coraggio.”
A cura della Dott.ssa Sara D’Agostino
Il racconto autobiografico di Daniele è una storia di dolore. Dolore che arriva dritto al lettore ad ogni
pagina del libro, ma che, passo dopo passo si muove in un cammino verso la rinascita, la ricerca
esasperata di significato e la restituzione della dignità alla sofferenza umana.
Daniele è un giovane ragazzo, da anni consumato da una malattia interiore, invisibile, una condanna a
sentire troppo, dove l’unico modo per smettere di sentire e tacere la solitudine, il senso di colpa e gli
sguardi di genitori ormai stanchi, sembra essere quello di continuare a bere, in una spirale di
autodistruzione.
Tuttavia, sarà proprio l’incontro con il dolore, la forza nascosta che metterà Daniele di fronte alla
possibilità di scegliere.
Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, Daniele nell’ennesimo tentativo di ricominciare, viene
assunto da una Cooperativa di pulizie. Nessun luogo migliore, nessun luogo peggiore per lui. Proprio lì,
tra gli sguardi dei bambini e la solidarietà dei colleghi, inizierà una profonda lotta interiore, non priva di
sofferenza, in cui la condivisione e “l’accettazione di ogni orrore” diventeranno fondamentali per trovare il
coraggio di guardare il buio.